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Contratti informatici: una nuova rubrica


Pubblicato il 23.06.19 da Scuadra

Il settore informatico, elemento essenziale di molteplici ambiti di vita quotidiana, è ormai diventato una realtà imprescindibile al giorno d’oggi.

Le comunicazioni sono diventate elettroniche: si è passati dall’utilizzo del telefono via filo, alle applicazioni per lo scambio di messaggistica scaricate nei nostri telefoni cellulari, che sono diventate ormai il mezzo preponderante, in quanto veloce e immediato, di comunicazione.

Ogni attività (lavorativa e ormai anche scolastica) si svolge attraverso l’utilizzo di computer: iscriviamo i nostri figli alla scuola tramite portali informatici e sono lontani i tempi in cui gli studenti scrivevano le ricerche a penna, e reperivano informazioni nelle enciclopedie; oggi si utilizzano i software di scrittura e Internet. Quasi ogni famiglia acquista un pc, in cui sono installati una serie di “programmi”.

Ogni azienda è dotata di una rete informatica, più o meno complessa, dove sono conservati ed elaborati dati necessari per lo svolgimento delle attività.

Anche i processi giudiziari sono diventati telematici.

Se vogliamo spedire una comunicazione usiamo la posta elettronica, e anziché inviare una raccomandata a/r, spediamo una pec.

Sovente facciamo acquisti on line. Ma conosciamo quali sono le regole principali dell’e-commerce?

Il recente Regolamento UE 679/2016 (GDPR) ha imposto alle organizzazioni ed ai Professionisti di adeguarsi alla nuova normativa sulla privacy, e – tra le varie – di dotarsi di una serie di misure di protezione dei dati trattati, informatiche e organizzative, oltre che fisiche.

Con l’occasione, sono riemersi concetti quali “il sistema di backup” o il “disaster recovery”; i software devono essere costantemente tenuti aggiornati al in modo tale da renderli meno “aggredibili”, le aziende hanno rinnovato le nomine degli Amministratori di sistema.

Spesso ci si imbatte nell’utilizzo di contratti informatici che sono sempre più diffusi ma ancora poco conosciuti: la vendita di hardware, di software, o la licenza d’uso. L’ opensource, il cloud computing, e così via. Ma quali sono le differenze? Quali diritti o doveri contengono in sé questi contratti?

Ad esempio, vi è capitato di inviare (o di ricevere) la nomina come Responsabile del trattamento - Amministratore di sistema (prevista dalla normativa sulla privacy) ma di avere dei problemi a raccogliere (o prestare) la firma della nomina, in quanto manca il contratto di servizio che dovrebbe stare alla base della nomina in questione? Si parla quindi di contratti informatici di manutenzione o di assistenza. Ma qual è la differenza tra le due fattispecie?

Cominciamo a fare chiarezza. Questo è l’obiettivo principale che ci si pone mediante mediante la rubrica intitolata “I contratti informatici”: spiegare le differenze principali relative a queste fattispecie contrattuali diffusissime nella pratica, ma spesso poco conosciute!

 

articolo di Maddalena Trento 


Tags: sicurezza informatica, GDPR

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