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La protezione del Know how aziendale


Pubblicato il 13.05.19 da Scuadra

Il contesto globale dell’economia è sempre più caratterizzato da costanti flussi di informazioni, dati, contenuti e Big Data (si parla infatti di data-driven economy) e le informazioni tecniche e commerciali costituiscono sempre più un asset strategico per l’azienda. Al pari con gli altri diritti industriali (marchi, brevetti, design) anche il know How detenuto da un’impresa contribuisce in modo considerevole alla determinazione del suo valore.

A livello internazionale ed Europeo è sempre più sentita l’esigenza tutelare questo genere di informazioni: ricordiamo l’accordo TRIPS (trattato internazionale promosso dal WTO per fissare uno standard per la tutela della proprietà intellettuale) e la “Trade Secrets” direttiva europea del 2016 (EU/2016/943). Il legislatore europeo è intervenuto per sanare le difformità tra i vari sistemi giuridici andando a definire in modo “univoco” la definizione di segreto commerciale e prevedendo livelli minimi di standard di protezione che vietino l’uso abusivo di informazioni commerciali.

La direttiva “Trade Secrets” del Parlamento Europeo è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo n.ro 63/2018 entrata in vigore a partire dal 22/06/2018. Inoltre, l’ordinamento italiano dedica due norme a specifica tutela di queste informazioni: artt. 98 e 990 del codice di proprietà industriale e alcune regole riguardanti la concorrenza sleale. Accanto alla tutela troviamo la disciplina tributaria a favore del know how il cosiddetto Patent Box (leggi QUI).

Le novità apportate dal Dlgs. 63/2018:

- modifica la dicitura “informazioni aziendali riservate” in “segreti commerciali”, la segretezza quindi è da intendersi in senso relativo e non assoluto l’art. 98 c.p.i. “non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore” andando così ad allargare il perimetro delle informazioni tutelabili.

- vengono punite non solo le condotte dolose che portano ad una illecita acquisizione, rivelazione o utilizzazione ma anche quelle condotte compiute con colpa. Inoltre, il commercio di merci che incorporano un segreto viene equiparato ad un illecito utilizzo del medesimo ad opera del soggetto che svolge la detta commercializzazione, qualora questi sia, o avrebbe dovuto essere, a conoscenza che la progettazione, le caratteristiche, la funzione, la produzione o la commercializzazione beneficiano significativamente dei segreti commerciali acquisiti, utilizzati o rivelati illecitamente.

- fino a due anni di reclusione per chi avendo acquisito in modo abusivo i segreti commerciali, li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto. Inoltre, è previsto un aumento della pena se il fatto illecito relativo ai segreti è compiuto con mezzi informatici.

A differenza degli altri diritti di proprietà la protezione del know how è:

- illimitata nel tempo (gli altri diritti di proprietà invece sono limitati a dei periodi temporali o ad obblighi di rinnovo);

- gratuita e non è soggetta ad alcuna formalità (registrazione o deposito).

Queste sono alcune delle caratteristiche del know how che sempre più concorre a determinare il valore delle aziende e che necessita di essere adeguatamente protetto.

 

Vi ricordiamo che Scuadra supporta le aziende nello sviluppo di modelli per la mappatura e protezione del know how, a questo proposito vi ricordiamo l’evento "GDPR e sicurezza informatica - conoscere per prevenire” dove parleremo anche di know how, per maggiori informazioni riguardo l’evento leggi QUI.


Tags: Privacy, crescita, Innovazione

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